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Il futuro è arrivato da tempo.

I Concentratori di Ossigeno sono dispositivi medicali di ausilio per le persone in Ossigenoterapia. Esistono in commercio da oltre 20 anni ma la loro lenta diffusione in Italia è dovuta a sistemi ancora troppo legati alle tradizionali bombole o stroller di ossigeno che seppur risultando obsolete in termini di tecnologia e sicurezza per il paziente, restano i sistemi più utilizzati dal SSN.

Medicina e tecnologia sono due elementi che si connettono sempre di più tra di loro e grazie ai progressi ingegneristici e gli investimenti nella ricerca scientifica da parte di colossi del calibro di Inogen, Philips e Chart Insdustry i concentratori di ossigeno si sono evoluti in maniera esponenziale negli ultimi 5 anni. I Concentratori di Ossigeno moderni sono compatti, piccoli, silenziosi, leggeri. Offrono ai pazienti la massima compliance e prestazioni molto elevate, equiparabili a quelle dei sistemi classici dell’Ossigenoterapia.

I primi concentratori di ossigeno erano dispositivi ingombranti e pesanti, il che ha reso molto difficile gli spostamenti ed i viaggi ai pazienti in ossigenoterapia nel passato recente.

Oggi ha la possibilità di scegliere tra i concentratori domestici e, soprattutto, i concentratori di ossigeno portatili, che possono essere trasportati ovunque con comodità e sicurezza. Sono alimentati a batteria e hanno un’autonomia fino a 10 ore. Si possono caricare ovunque sia presente una presa elettrica o in auto grazie al cavo da collegare direttamente nella presa dell’accendisigari della propria automobile.

Cos’è un concentratore di ossigeno?

(qui il link dell’articolo dove spieghiamo cosa sono e come funzionano)

Perché scegliere un Concentratore di Ossigeno?

Se effettuando gli esami del sangue per valutare i livelli di saturazione di ossigeno si sono riscontrati bassi livelli di ossigeno nel sangue, il medico può raccomandare l’ossigenoterapia a breve o lungo termine anche tramite il concentratore per varie condizioni mediche.

In poche parole: “a cosa serve un concentratore di ossigeno?”

Esistono disturbi e patologie acute che solitamente richiedono ossigenoterapia a breve termine. Queste patologie normalmente affliggono il paziente per un breve periodo di tempo. A differenza delle patologie croniche, possono avere sintomi improvvisi più graduali. Tuttavia, alcune patologie respiratorie croniche richiedono una fornitura supplementare di ossigeno a lungo termine.

Patologie acute che richiedono un Concentratore di Ossigeno

Per alcune patologie acute è necessario l’uso di un concentratore di ossigeno per l’ossigenoterapia a breve termine.

Tra queste:

  • Polmonite grave. La polmonite è l’infezione di uno o di entrambi i polmoni. Se è grave, causa l’infiammazione profonda degli alveoli, che quindi non riescono a scambiare una quantità sufficiente di ossigeno con il sangue.
  • Attacchi d’asma. L’asma è una patologia polmonare che infiamma e fa restringere i bronchi. La maggior parte dei pazienti che soffre di asma, compresi molti bambini, riesce a gestire i sintomi in tutta sicurezza, tuttavia, se gli attacchi d’asma sono gravi, il paziente può aver bisogno del ricovero in ospedale per l’ossigenoterapia.
  • Sindrome da distress respiratorio o displasia broncopolmonare nei bambini nati prematuri.
    I neonati prematuri possono soffrire di una o di entrambe queste gravi malattie polmonari. Come parte della terapia, possono ricevere l’ossigeno tramite un ventilatore o una mascherina nasale a pressione positiva continua, oppure tramite cannula nasale.

In alcuni casi, dopo un intervento chirurgico, potrebbe essere necessario l’ossigeno per un breve periodo di tempo.

Patologie croniche che richiedono un concentratore di ossigeno
  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). La BPCO è una malattia spesso sottostimata e sotto diagnosticata, seppur al momento rappresenti la quarta causa di morte nel mondo e si prevede che nel 2030 sarà la terza. E’ una patologia progressiva in cui le lesioni agli alveoli impediscono il passaggio di una quantità sufficiente di ossigeno nel sangue. L’aggettivo “progressiva” significa che la patologia tende a peggiorare con l’andare del tempo.

  • Insufficienza cardiaca grave. In questo disturbo il cuore non è in grado di pompare una quantità sufficiente di sangue ricco di ossigeno per soddisfare le necessità dell’organismo.

  • Fibrosi cistica. La fibrosi cistica è una malattia ereditaria delle ghiandole esocrine, tra cui quelle che producono il muco e il sudore. Nei pazienti che soffrono di fibrosi cistica le vie respiratorie si riempiono di muco denso e appiccicoso, che facilita la proliferazione dei batteri, causando infezioni polmonari gravi e ricorrenti. Con il passare del tempo, le infezioni possono danneggiare gravemente i polmoni.
  • Disturbi respiratori connessi al sonno che fanno abbassare il livello di ossigeno durante il sonno, ad esempio l’apnea nel sonno.
  • Cefalea a grappolo (cluster headache). E’ una cefalea primaria neuro-vascolare estremamente dolorosa. Ha carattere periodico, con fasi attive alternate a fasi di remissione spontanea. Tali fasi attive vengono chiamate “grappoli” (o “cluster”).

Vuoi sapere come funziona un Concentratore di Ossigeno?

Qui il link del nostro articolo dove facciamo chiarezza sul funzionamento e sul processo PSA.

Le vecchie unità di concentratori erano in grado di erogare fino a 5 l/min. A partire dal 1999 ad oggi sono state poste in commercio unità in grado di fornire fino a 10 litri per minuto, con la medesima concentrazione, tranquillizzando il paziente che effettuerà la terapia in completa sicurezza.

Perché avere un Concentratore di Ossigeno?
Qui il nostro approfondimento sui vantaggi e sulla tecnologia.

A cura della redazione Hypno2

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